spada due maniCon il termine spada a due mani intendiamo una spada del periodo tardo medievale, lunga fra i 110 e i 150 centimetri, avente un peso compreso fra i 1,5kg e i 2,5kg. La spada ha la tipica impugnatura a croce, con un manico lungo abbastanza da essere agevolmente afferrato con le due mani.

È difficile ipotizzare un’origine della scherma codificata prima del 1300, inquanto ad oggi non sono pervenuti trattati di scherma, il primo trattato giunto a noi è il Codice I.33 datato intorno al 1280, quindi nel Basso Medioevo.

Il primo trattato italiano che insegna l’uso della spada a due mani risale al 1409 ed è stato scritto dal Maestro fiore de Liberi, si chiama Flos Duellatorum. Possiamo presumere che tale scritto descriva il modo di combattere in Italia nella seconda metà del 1400. Fiore studia sia con i migliori Maestri d’armeItaliani che Tedeschi.

Le tecniche descritte da Fiore de Liberi nel suo trattato sono divise in due famiglie: quelle da utilizzasi con un semplice gambeson (zupparello) e quelle da utilizzarsi in armatura completa, dimostra attraverso queste tecniche un’efficacia e una finezza molto evoluta, soprattutto per chi pensa che il combattimento medievale sia basato solo su colpi forti e rozzi.

La prima descrizione su cos’è una spada a due mani non è di Fiore de Liberi ma del Maestro Filippo Vardi, che nel suo trattato datato fra il 1482 e il 1487 descrive così la spada a due mani:

“La spada da doi mane sola stimo
e quella sola adopro a mia bisogna,
de cui cantando nel mi libro rimo.”

Il maestro Vardi definisce nel suo trattato “De Arte Gladiatoria Diminicandi” le dimensioni della spada in uso nella seconda metà del 1400:

“La spada vole avere iusta misura
vole arivare el pomo sotto el brazio
come qui apare nella mia scriptura

Per volere schifare ancora impazio:
tondo el pomo per star nel pugno chiuso
e questo fa’ per non intrar nel laczio.

E fa che questo te sia ancora in uso
che ‘l ma(n)tener sia sempre d’una spanna
chi non ha sta misura sie confuso

A ciò che la tua mente non s’inganna,
vol l’elzo longo quanto el ma(n)tenere,
el pomo inseme, che non te condana.

Vol l’alzo forte e quadro nel dovere
con la ferruza larga e tracta in punta,
che per ferire e tagliare faccia el dovere.

Fa’ che tu note e intendi questa giunta:
si con spada in arme tu voi provare
fa’ che la taglii quatro dita in punta

col mantener che di sopra è ditto
col pontivo elzo et nota ben lo scripto.”

spada doy maniPer quanto riguarda l’utilizzo della spada a due mani il Maestro Vadi rispetto al Maestro De Liberi, preferisce utilizzare colpi veloci piuttosto che forti, dando molto più risalto a “mezzi colpi” piuttosto che a “colpi interi”.

La spada a due mani però in questo periodo sembra essere utilizzata di più per la difesa personale e per monomachia (duello legale) piuttosto che per battaglie. È nel corso del 1500 che la spada a due mani raggiunge il suo apice, la lama si allunga, sul forte della lama compaiono 2 denti che servono per arrestare i colpi dell’avversario e per meglio consentire la presa d’armi con la mano. L’arma che fino alla fine del 1400 arrivava sotto l’ascella, ora arriva all’altezza di chi la deve utilizzare, è l’epoca dei lanzichenecchi, che fanno di questa spada la loro arma principale.

Il più famoso trattato del 1500 è quello scritto dal Maestro Achille Marozzo nel 1536 la “Opera Nova dell’Arte delle Armi”. Il Maestro tratta nel suo scritto lo spadone a due mani con molta cura distinguendo tre tipi di giochi: largo, misto e stretto, trattando anche in un capitolo finale l’uso dello spadone a due mani contro le armi in asta.

Solo nel 1600 quando le armi da fuoco prendono il sopravvento e vengono prodotte in modo massiccio che lo spadone a due mani viene messo da parte.

L’impegno necessario per utilizzare un’arma così lunga, stimola nello studente la ricerca dell’equilibrio e della coordinazione corporea, e insegna come portare il ferro (come muoversi con una spada in mano)

Per l’allenamento in palestra adoperiamo solo repliche di spade originali, storicamente accettabili sia per foggia che per peso, dotate di punta smussata e senza filo.

I colpi vengono portati a velocità reale ma con il controllo del colpo e dell’impatto, grazie a questo controllo, che fonde il realismo dell’azione con l’autocontrollo, la spada a due mani incrementa in chi pratica questa disciplina la concentrazione e il controllo delle emozioni,sono questi fattori a giocare infatti un ruolo molto importante durante i combattimenti, soprattutto durante gli attacchi e durante il gioco stretto, corpo a corpo con l’ausilio delle armi. Il peso della spada sviluppa in maniera armonica la muscolatura dello schermidore.